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Roma, 6 luglio 2016



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  • Relatori e moderatori

La sanità italiana è riconosciuta tra le prime nel mondo per la qualità del servizio e, in particolare, per come negli ultimi trent’anni si è applicato il dettato costituzionale che garantisce a tutti i cittadini il diritto alle cure, l'universalità.

Chi conosce il sistema sanitario è consapevole che, nonostante i passi avanti, restano pesanti le differenze tra le diverse aree del paese e che i cittadini godono di un'offerta di servizi articolata, ancora diversa tra Nord e Sud.

Il rigore con cui dai primi anni 2000 si è cercato di riportare sotto controllo la spesa ha sortito in generale risultati positivi, ma non ha ridotto in modo significativo il divario. Anche perché la coincidenza con la crisi economica, la criticità della spesa e dei conti pubblici, accompagnati da un'impostazione ragionieristica che non tiene nel giusto conto il ruolo sociale della sanità e le conseguenze per le persone, ha determinato scelte di pesante de-finanziamento, per alcune decine di miliardi, con impatto rilevante in tutte le regioni, più grave dove minore era la solidità regionale e la precedente opera di razionalizzazione.

A questo va aggiunta la crisi politica e di credibilità che ha investito le regioni, vittime del comportamento, dal disinvolto al penalmente rilevante, di una parte degli amministratori. Le vicende di malcostume e i comportamenti criminosi verificatesi in molte regioni sono diventati per molti un alibi per giustificare le scelte di contenimento della spesa. Ma le conseguenze delle politiche di un decennio non si sono scaricate su consiglieri ed amministratori.

Al contrario ne pagano le conseguenze i cittadini che devono ricorrere alle cure del sistema sanitario, alle prese con un'offerta ridotta, che li costringe tuttora a molta mobilità verso le regioni più forti, e a cercare ripiego presso il "privato" che si è attrezzato per coprire "in qualche modo" le carenze del pubblico. Sono perciò cresciuti sia i disagi che i costi per i cittadini.

Altrettanto evidenti le conseguenze per il personale di tutte le categorie che, con il blocco delle assunzioni e dei contratti, è stato chiamato a compensare disfunzioni organizzative, senza nessun percorso motivazionale, se non il senso del dovere e del servizio. Nel complesso il SSN si è perciò indebolito e sta assumendo un carattere diverso dal passato, complice anche la caduta verticale degli investimenti in edilizia e tecnologie. In modo strisciante e assolutamente disomogeneo, sotto la spinta degli obiettivi di risparmio, si sono avviate modifiche organizzative, accorpamenti ed accentramenti dei servizi e delle strutture aziendali che cambiano nei fatti la sostanza normativa.

Tutto utile e motivato, ma senza una visione d'insieme e unitaria, che accentua le tradizionali diverse velocità tra le regioni e quindi le conseguenze sui cittadini. Tutti gli osservatori che puntualmente monitorano da tempo, con autonomia e competenza, il SSN, riflettendo sul 2015, hanno espresso giudizi molto preoccupati sul futuro. Il mondo politico e amministrativo deve cogliere appieno il carattere e la profondità della crisi e percepire consapevolmente l'allarme che viene dai tecnici. Se il nostro sistema sanitario è stato, e sicuramente è per molti aspetti ancora, una preziosa ricchezza del paese è necessario un confronto approfondito che dia luogo all'elaborazione politica di scelte innovative che, pur facendo i conti con il tema inevitabile della sostenibilità, non rinuncino ai valori di fondo della nostra storia della politica per la salute. Lo scopo di questo incontro è mettere i decisori politici di fronte alla cruda realtà, che emerge dalle valutazioni tecniche e scientifiche, e sollecitarne una presa di coscienza.

Vogliamo offrire una prima occasione per aprire un dibattito vero, libero e profondo sul futuro della sanità, storicamente, una delle parti più qualificate del welfare italiano.

Rivolto a

Vertici politici, amministrativi e tecnici degli enti del Servizio Sanitario Nazionale, Parlamentari, Componenti commissione Sanità Camera e Senato, Presidenti delle Regioni, Assessori alla Salute, Dirigenti degli Assessorati alla Sanità; Direttori Generali, Sanitari, Amministrativi e Dirigenti delle Aziende Sanitarie Pubbliche e Private, Società Scientifiche, Sindacati, Associazioni di categoria, Associazioni pazienti, Aziende farmaceutiche ed elettromedicali, medici e cultori della materia.

Programma

Mercoledì, 6 luglio

14.00

Registrazione

14.15

Apertura dei lavori
Nicola Zingaretti, Presidente della Regione Lazio

14.30

Tavola rotonda - Lo stato di salute della Sanità Italiana
Attualità e prospettive

Introduce e modera: Francesco Ripa di Meana
Intervengono: Daniele Franco, Walter Ricciardi
Partecipano: Mario Del Vecchio, Francesco Longo, Sabina Nuti, Vincenzo Panella, Federico Spandonaro, Giuseppe Traversa

16.30

La risposta politica

Modera: Roberto Turno
Presiedono: Carlo Lusenti, Claudio Montaldo

Intervengono tra gli altri: Tonino Aceti, Alessio D’Amato, Emilia Grazia De Biasi, Vasco Errani, Massimo Garavaglia, Federico Gelli, Giulia Grillo, Giovanni Monchiero, Alessia Petraglia, Antonio Saitta, Antonio Tomassini, Sergio Venturi, Sonia Viale

Interviene:
il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin

18.30

Chiusura dei lavori

Tonino Aceti

Coordinatore Nazionale Tribunale per i diritti del malato - Cittadinanzattiva

Alessio D'Amato

Responsabile della Cabina di Regia SSR, Regione Lazio

Emilia Grazia De Biasi

Presidente 12ª Commissione Permanente Igiene e Sanità del Senato

Mario Del Vecchio

Direttore CUSAS, Università degli Studi di Firenze

Vasco Errani

Già Presidente della Regione Emilia Romagna e della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome

Daniele Franco

Ragioniere Generale dello Stato

Massimo Garavaglia

Assessore all'Economia, Crescita e Semplificazione, Regione Lombardia - Lega Nord

Federico Gelli

Deputato 12a Commissione Affari Sociali della Camera, Responsabile Sanità Nazionale del Partito Democratico

Giulia Grillo

Deputato 12a Commissione Affari Sociali della Camera - Movimento 5 Stelle

Francesco Longo

CERGAS/SDA, Università Bocconi di Milano

Carlo Lusenti

Già Assessore alle Politiche per la Salute Regione Emilia Romagna

Giovanni Monchiero

Deputato 12a Commissione Affari Sociali della Camera - Capogruppo di Scelta Civica

Claudio Montaldo

Già Assessore alla Sanità, Regione Liguria

Sabina Nuti

Responsabile del Laboratorio Management e Sanità Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa

Vincenzo Panella

Direttore Regionale Salute e Politiche Sociali, Regione Lazio

Alessia Petraglia

Segretario del Senato della Repubblica - Sinistra Italiana-Sinistra Ecologia Libertà

Walter Ricciardi

Presidente Istituto Superiore di Sanità, Roma

Francesco Ripa di Meana

Presidente FIASO, Roma

Antonio Saitta

Coordinatore Commissione Salute della Conferenza Stato Regioni
Assessore alla Sanità, Regione Piemonte

Federico Spandonaro

Presidente CREA Sanità, Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”

Antonio Tomassini

Presidente Associazione di Iniziativa Parlamentare e Legislativa per la Salute e la Prevenzione, Roma

Giuseppe Traversa

Primo Ricercatore, Istituto Superiore di Sanità, Roma

Roberto Turno

Direttore “Sanità” e Redattore “Il Sole 24 Ore”

Sergio Venturi

Assessore alle Politiche per la Salute, Regione Emilia Romagna

Sonia Viale

Vice Presidente Regione Liguria
Assessore Sanità, Politiche Socio sanitarie e Terzo Settore, Sicurezza, Immigrazione ed Emigrazione, Regione Liguria

Sede

Sala Tirreno, Palazzina C
Regione Lazio
Piazza Oderico da Pordenone 15, Roma